Appello per Casale Garibaldi
  • Appello per il Casale Garibaldi: difendiamo la città pubblica!

    Casale Garibaldi é un bene comune costruito dal basso in 38 anni di lotte, autogestione, cultura, welfare dal basso. Non si può cancellare questa esperienza, sarebbe un danno ad una intera comunità e alla città tutta.
  • 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗡𝗢 𝗦𝗨 𝗖𝗔𝗦𝗔𝗟𝗘 𝗚𝗔𝗥𝗜𝗕𝗔𝗟𝗗𝗜: 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗧𝗧A' 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔!
    Sabato 17 gennaio, ore 16, ASSEMBLEA PUBBLICA

    𝗔𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 e' 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲: 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼 𝗩 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗢𝗡 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗼𝗹𝗼 𝗕𝗮𝗹𝘇𝗮𝗻𝗶 𝟴𝟳 𝗮𝗹𝗹'𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗚𝗮𝗿𝗶𝗯𝗮𝗹𝗱𝗶. Qualcuno vorrebbe cancellare 40 anni di mutualismo, autogestione, sindacalismo sociale, produzione culturale, welfare dal basso, cura di un bene comune urbano, che hanno segnato la storia del territorio di Roma est e della città tutta.

    𝗨𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃í𝗼𝗹𝗮 𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝟭𝟬𝟰 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼, frutto di un lungo percorso di confronto, conflitto e compromesso tra amministrazione e reti sociali, che fa emergere con chiarezza uno scontro di potere tra indirizzo politico-normativo e "burocrazia neoliberale". Non a caso ci giungono voci di una giunta municipale in fibrillazione, a partire dal ruolo dell’assessore al Patrimonio.

    𝗦𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗱𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗹𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟭𝟳: aggressioni legali e fiscali, rispedite sempre al mittente anche attraverso il pronunciamento dei tribunali, in una lunga lotta di resistenza che c’è costata fatica e un esborso economico pesantissimo.

    𝗖𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗮 (𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲) 𝘂𝗻𝗮 "𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗶" 𝘁𝗿𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁à 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗲 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁à 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, che devono trovare soluzioni diverse, previste proprio dal regolamento della Delibera 104. In questo modo si rischia di azzerare una esperienza di partecipazione inventata dalle lotte, un insediamento pluridecennale che ha dato vita a una rete infinita di progetti, percorsi, attività, segnate da una composizione sociale e generazionale vasta e plurale.

    𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗯𝗲𝗻 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼: 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗰𝘂𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗼𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 che, dopo gli scalpi del Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino, mettono nel mirino, a Roma, alcune tra le più importanti esperienze sociali, culturali, abitative, per spianare definitivamente la strada alla rendita immobiliare e finanziaria; una strategia di costruzione del "nemico esemplare", utile per mascherare mediaticamente le misure economiche antipopolari e di guerra del governo, che colpiscono i salari, la sanità, il welfare, i servizi pubblici.

    𝗗𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲, 𝗽𝗲𝗿ò, 𝗰'é 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲, 𝗮𝗹 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁à𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮, 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗮 "𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼" 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲; tra gli interessi immobiliari della “rigenerazione” degli ex mercati generali di Ostiense e il diritto alla città; tra i manganelli di Piantedosi e Meloni e le lotte dei movimenti e degli spazi sociali che costruiscono mutualismo nella crisi economica e nella povertà dilagante.

    𝗡𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁à, 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗗𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮 𝟭𝟬𝟰 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘂𝘁𝗼𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼, oppure se servono soltanto a mitigare ma non a cambiare radicalmente le politiche della destra.

    Una cosa è certa, questa storia collettiva, che compone un mondo fatto di tante storie, non si può cancellare. 𝗖𝗶 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼: 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.

    COSTRUIAMO LA MOBILITAZIONE PERMANENTE IN DIFESA DEGLI SPAZI SOCIALI, DEL DIRITTO ALLA CASA, DELLA CITTÀ PUBBLICA.

     

     

  • Should be Empty: