
Il Commissario Ottavio Bemolle chiude lentamente il fascicolo.
«Curioso…»
Fa qualche passo, poi si ferma.
«Molto curioso.»
Alza lo sguardo.
«Perché, vedete… ognuno di voi ha detto qualcosa che potrebbe far dubitare.»
Si avvicina al teorico.
«Avete parlato di libertà nella struttura della fuga… di entrate non perfettamente regolari.»
Inclina leggermente il capo. «Ma in Bach è possibile?»
Si sposta verso l’analista.
«Avete detto che il centro tonale, a tratti, sembra quasi nascondersi.»
Lo sguardo si fa più attento. «Allora non è più Barocco? Non è più Bach?»
Prosegue rivolgendosi allo storico.
«La storia: data plausibile, Köthen corretto, carta convincente e il viaggio a Venezia… ma sono tutti elementi verosimili?»
Conclude osservando il musicista.
«Avete parlato di una scrittura così densa da sembrare quasi orchestrale.»
Si avvicina al manoscritto. «Ma allora… non è più musica per tastiera nello stile di Bach?»
Il Commissario chiude il taccuino con un gesto deciso.
«Tre di voi hanno sollevato dubbi… ma hanno detto la verità. Uno, invece, ha detto qualcosa che non è plausibile, una deduzione portata troppo oltre.»
Poi alza lo sguardo verso di te.
«Hai ascoltato le loro parole, hai seguito ogni il ragionamento. Ora tocca a te… Chi sta cercando di far credere che questa partitura sia effettivamente stata scritta da Johann Sebastian Bach?»