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Mistero a Venezia: il furto del manoscritto

«Chiudete le porte! Il ladro è ancora tra noi!» Il commissario Ottavio Bemolle ha bisogno di te... Solo chi conosce davvero la musica può scoprire il colpevole. Interroga i sospettati, analizza le loro parole e trova chi mente.
  • 1

    Venezia. Notte di Carnevale.

    Il Ballo del Doge è al culmine dello splendore: maschere dorate, musica scintillante, danze sfrenate. Quest'anno la festa promette di essere la più sfarzosa di sempre, con i più grandi musicisti di tutti i tempi nascosti dietro costumi sontuosi.

    Allo scoccare della mezzanotte, un colpo secco riecheggia nella sala degli specchi.

    Un grido interrompe la musica.

    «Qualcuno ha rubato la mia Sinfonia!» Tuona Ludwig van Beethoven. «Il manoscritto era nella mia giacca… e ora è scomparso!»
    Il commissario Ottavio Bemolle, accorso tra gli ospiti, alza la voce: «Chiudete le porte! Il ladro è ancora tra noi.»

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  • 2

    A quelle parole Wolfgang Amadeus Mozart, con una maschera da Arlecchino, si allontana dal clavicembalo con aria divertita.

    «Io rubare una sinfonia? Impossibile! Ero al clavicembalo a suonare Le nozze di Figaro. Tutti ballavano! E poi, Beethoven scrive musica troppo seria per i miei gusti!»

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  • 3
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  • 4
    Risposta corretta: Opera lirica
     
    Le nozze di Figaro è un’opera lirica composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1786.
    Fa parte del genere opera buffa, cioè un’opera teatrale musicale con personaggi vivaci, situazioni comiche e intrecci brillanti.
    In un’opera lirica i cantanti raccontano la storia attraverso il canto accompagnato dall’orchestra, unendo musica, teatro e scenografia in uno spettacolo completo. Mozart fu uno dei più grandi maestri di questo genere e Le nozze di Figaro è ancora oggi tra le opere più rappresentate al mondo.
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  • 5
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  • 6

    Risposta corretta: Tre celebri opere
    Mozart collaborò con il librettista italiano Lorenzo Da Ponte per tre capolavori dell’opera lirica: Le nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790).
    Da Ponte scriveva i libretti, cioè i testi e i dialoghi dell’opera, mentre Mozart componeva la musica, dando vita a personaggi e situazioni con straordinaria profondità espressiva.
    La loro collaborazione fu fondamentale perché unì l’eleganza teatrale e la vivacità dei testi di Da Ponte con la genialità musicale di Mozart. Insieme crearono opere capaci di mescolare comicità e dramma, leggerezza e riflessione, raccontando sentimenti e relazioni umane con una modernità che ancora oggi conquista il pubblico di tutto il mondo.

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  • 7

    Gioachino Rossini, invece, avvolto in un mantello bianco bordato d’oro esclama ridendo:

    «Un furto? Ah! Io stavo parlando di cucina! Dopo il successo del Barbiere di Siviglia penso solo a mangiare!»

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  • 8
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  • 9

    Risposta corretta: Un’opera buffa
    Il Barbiere di Siviglia è un’opera buffa composta da Gioachino Rossini nel 1816.
    Considerata uno dei capolavori del teatro musicale, Il Barbiere di Siviglia è famosa per le sue melodie brillanti, il ritmo vivace e l’ironia dei personaggi, come il barbiere Figaro, protagonista astuto e intraprendente. Ancora oggi è una delle opere più amate e rappresentate nei teatri di tutto il mondo.

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  • 10
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  • 11
    Risposta corretta: Il cigno di Pesaro
    Gioachino Rossini è spesso chiamato il Cigno di Pesaro, dal nome della città marchigiana in cui nacque nel 1792. Il soprannome richiama l’eleganza e la bellezza della sua musica, considerata raffinata e armoniosa come il canto di un cigno.
    Con le sue opere brillanti e ricche di invenzione melodica, Rossini divenne uno dei compositori più celebri dell’Ottocento. Ancora oggi Pesaro celebra il suo illustre cittadino con festival e iniziative dedicate alla sua musica.
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  • 12

    Franz Liszt, maschera dorata e sguardo intenso, si alza e si avvicina lentamente sistemandosi il mantello:

    «Stavo incantando una dama con una mia improvvisazione. Nessuno suona come me! E poi, chi mai vorrebbe rubare una sinfonia se può comporre poemi sinfonici?»

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  • 13
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  • 14
    Risposta corretta: Pianista virtuoso
    Franz Liszt fu uno dei più grandi pianisti della storia e un vero virtuoso dello strumento. Nell’Ottocento le sue esibizioni erano spettacolari e attiravano folle entusiaste: il pubblico restava affascinato dalla velocità, dalla potenza e dall’espressività con cui suonava il pianoforte.
    Liszt contribuì a trasformare il concerto per pianoforte in un grande evento pubblico. Oltre a essere un interprete straordinario, fu anche un importante compositore e innovatore della musica romantica.
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  • 15
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  • 16
    Risposta corretta: Esibirsi da solo in recital pianistici
    Franz Liszt fu tra i primi musicisti a esibirsi in concerto completamente da solo al pianoforte, inaugurando la formula del recital pianistico. Prima di lui, infatti, i concerti pubblici erano quasi sempre eventi collettivi: sul palco si alternavano più musicisti, cantanti o orchestre e il pianista era solo uno dei protagonisti della serata.
    Liszt trasformò questo modello, portando il pianoforte al centro della scena e costruendo concerti interamente dedicati alla propria esecuzione. Grazie al suo virtuosismo straordinario e alla sua presenza scenica carismatica, i suoi recital divennero veri eventi spettacolari e contribuirono a cambiare per sempre il modo di concepire il concerto solistico.
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  • 17

    Claude Debussy con il suo mantello scuro e una maschera lunare a nascondergli il viso, si tiene in disparte:

    «Non mi sono accorto di nulla, io non ero nemmeno qui. Stavo ascoltando il suono dell’acqua, la vera musica è nella natura.»

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  • 18
    DOMANDA 7
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  • 19
    Risposta corretta: Impressionismo musicale
    Claude Debussy è uno dei principali rappresentanti dell’impressionismo musicale, uno stile nato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Come i pittori impressionisti cercavano di catturare luci, colori e atmosfere, così Debussy utilizzava suoni e armonie per evocare paesaggi, sensazioni e immagini suggestive.
    La sua musica non racconta storie in modo diretto, ma crea ambienti sonori delicati e sfumati, ispirati spesso alla natura, all’acqua e alla luce. Grazie a questo linguaggio innovativo e raffinato, Debussy ha aperto nuove strade alla musica moderna, influenzando molti compositori del Novecento.
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  • 20
    DOMANDA 8
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  • 21
    Risposta corretta: Scala pentatonica
    Claude Debussy utilizzò spesso la scala pentatonica, una scala composta da cinque note, diffusa in molte tradizioni musicali del mondo, soprattutto in quella orientale. Il suo uso conferisce alla musica un carattere sospeso, fluido e suggestivo, lontano dalle tensioni della musica tonale tradizionale.
    Affascinato da sonorità nuove ed esotiche, Debussy rimase colpito in particolare dalla musica Gamelan (indonesiana) ascoltata all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. L’impiego della scala pentatonica contribuì a creare quel linguaggio sonoro originale e atmosferico che rende la sua musica immediatamente riconoscibile.
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  • 22

    Infine si fa sentire la voce di Richard Wagner, imponente nel suo costume da Doge veneziano, mentre osserva la sala con aria solenne.

    «Derubare Beethoven? E chi avrebbe il coraggio di farlo? Io? Ridicolo! Per quanto lo ammiri il suo stile è superato! Sono troppo occupato a lavorare alla mia Decima Sinfonia. Non ho certo tempo per progettare furti.»

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  • 23
    DOMANDA 9
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  • 24
    Risposta corretta: Bayreuth
    Richard Wagner fece costruire a Bayreuth, in Baviera (Germania), un teatro progettato appositamente per rappresentare le sue opere: il Festspielhaus, inaugurato nel 1876. Wagner desiderava uno spazio ideale in cui il pubblico potesse ascoltare e vedere i suoi drammi musicali così come li aveva immaginati, con grande attenzione all’acustica, alla disposizione dell’orchestra e alla scenografia.
    Ancora oggi Bayreuth è un luogo di riferimento per gli appassionati di musica: ogni estate ospita il celebre Festival wagneriano, dedicato esclusivamente alle sue opere e frequentato da spettatori provenienti da tutto il mondo.
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  • 25
    DOMANDA 10
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  • 26
    Risposta corretta: L’anello del Nibelungo
    L’anello del Nibelungo è il grandioso ciclo di quattro opere composto da Richard Wagner nell’arco di molti anni. Comprende L’oro del Reno, La Valchiria, Sigfrido e Il crepuscolo degli dei, ispirati alle antiche leggende germaniche e nordiche.
    Questo imponente progetto unisce musica, teatro e mito in un’unica grande narrazione e rappresenta una delle imprese artistiche più ambiziose della storia della musica. Wagner concepì queste opere come un ciclo unitario da eseguire in più giornate, creando un universo sonoro e drammatico di straordinaria potenza e continuità.
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  • 27

    Il commissario Ottavio Bemolle prende nota in silenzio, poi chiude il taccuino.
    «Curioso… molto curioso.»
    Ripensa a tutte le dichiarazioni:
    Mozart: «...Ero al clavicembalo a suonare Le nozze di Figaro. Tutti ballavano! E poi, Beethoven scrive musica troppo seria per i miei gusti!»
    Rossini: «...Io stavo parlando di cucina! Dopo il successo del Barbiere di Siviglia penso solo a mangiare!»
    Liszt: «...Nessuno suona come me! E poi, chi mai vorrebbe rubare una sinfonia se può comporre poemi sinfonici?»
    Debussy: «...Io non ero nemmeno qui. Stavo ascoltando il suono dell’acqua, la vera musica è nella natura.»
    Wagner: «...Sono troppo occupato a lavorare alla mia Decima Sinfonia. Non ho certo tempo per progettare furti.»
     
    Muove qualche passo arricciandosi i baffi e parlando sottovoce fra sé e sé. Dopo qualche minuto si sistema il cappello e sorride.
    «Qualcuno di voi non ha detto tutta la verità!...» 
    Poi si volta verso di te con uno sguardo complice.
    «Ogni parola è stata ascoltata, ogni indizio annotato. Ora tocca a te, investigatore della musica.»
    Fa un gesto verso i compositori in attesa. 
    «Osserva bene, rifletti… e dimmi: hai scoperto chi è il colpevole?»
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  • 28
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  • 29
    Il commissario Ottavio Bemolle sospira.
    «Ascoltare non basta… bisogna riconoscere ciò che è stonato. Ed io ho sentito che qualcuno di voi ha affermato qualcosa che nella storia della musica… non esiste.»

     

    Si avvicina a Franz Liszt: «Non metto in dubbio né la vostra bravura né i poemi sinfonici che avete scritto...»
    E poi muove qualche passo verso Claude Debussy: «...E neppure la vostra passione per il suono dell'acqua.»
    Osserva Wolfgang Amadeus Mozart: «Non di certo le vostre Nozze di Figaro, maestro...»
    Volge lo sguardo su Gioachino Rossini: «...E tantomeno il vostro Barbiere di Siviglia, caro Cigno di Pesaro.»
    «Ma... Una Decima Sinfonia, maestro?» Il suo sguardo si sofferma su Richard Wagner. «Davvero? Voi siete celebre per i vostri drammi musicali e per le opere monumentali. Avete costruito teatri, immaginato miti, dato vita a cicli monumentali come l’Anello del Nibelungo. Ma il vostro nome è legato al teatro musicale... una Decima Sinfonia è un’impresa degna di chi ha fatto della sinfonia il proprio regno, non certo di chi ha scelto di superarla per creare un nuovo universo musicale.»
    Il commissario incrocia le braccia con calma. «Ecco la nota stonata. Non una svista, ma un’invenzione. E chi inventa per coprirsi… ha sempre qualcosa da nascondere.»

     

    Tra le maschere veneziane cala il silenzio. Il manoscritto di Beethoven viene ritrovato nel mantello del compositore.
    Caso risolto: il colpevole è Richard Wagner.
    E tu, sei riuscito a smascherare il colpevole?
     
     
     
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